Penultima sera di questa Kermesse. È il momento delle emozioni che hanno fatto la musica italiana nel corso dei decenni. È il momento in cui i concorrenti in gara e cantanti che hanno scritto pagine fuori e dentro dall’Ariston si incontrano e duettano su quei testi che tante e tanti di noi conoscono. È la sera in cui non ci sono ospiti, ma sul palco sale tantissimo.
Un dato sugli ascolti della terza serata. Ieri il festival ha raggiunto la media dei 9240000 spettatori con il 57,6% di share, perdendo un centinaio di migliaia di utenti del pubblico, ma tenendo sostanzialmente invariati i livelli raggiunti durante le singole due parti della serata. Sicuramente non ci sono paragoni nei raffronti con gli anni precedenti per quello che riguarda i social e gli streaming. Si dovrebbe tenere un po’ di riflessione ulteriore per quel che riguarda il ruolo dei nuovi mezzi di comunicazione e quanto perde in proporzione il piccolo schermo.
Veniamo nel concreto ai duetti.
Inizia Ariete con Sangiovanni, interpretando Centro di gravità permanente, dell'indimenticato Franco Battiato: troppo stonati entrambi. Sembra che lei trascini lui verso la rovina di una canzone nota per una tonalità alta.
Segue l’interpretazione di Cinque giorni a cura di Will con Michele Zarrillo: pare di vedere il giovane che impara da un maestro; il concorrente ha una bella voce e una grinta da vendere. Sta affrontando la sfida con personalità delicata e sobria, come il suo abito di stasera.
La terza a entrare in scena è stata Elodie, che, con Bigmama, ha interpretato American Women: lei sempre più appariscente per come si presenta e per la scena che porta sul palco che per il merito, offuscando completamente l’ospite.
Prima di proseguire la gara, l’omaggio a un grande nome della nostra musica come Peppino Di Capri. È stato un momento di onore per chi ha partecipato quindici volte alla Kermesse e l’ha conquistata due volte, ritirando un premio alla carriera giustissimo per chi, come lui, con il suo ha dato lo specchio dell’Italia musicale più bella.
Dopo uno stacco pubblicitario e l’arrivo di Chiara Francini, prosegue la gara con l’interpretazione di La notte vola a cura di Olly con la sua interprete Lorella Cuccarini: mi aspettavo di più dalla performance in generale; se devo essere sincero non un granché per il fine che ha un pezzo del genere.
È seguito Ultimo, cimentandosi con Eros Ramazzotti in un medley di uno dei più giovani vincitori di Sanremo e del primo in assoluto della categoria giovani: ha risvegliato la platea del teatro e ha caricato molto rispetto a tutti i precedenti.
È arrivato poi Lazza, che ha proposto l’interpretazione di La fine, assieme a Emma Marrone e Laura Marzadori: è vero che la melodia lo aiuta molto, ma si trova a grandissimo agio e ha spaccato su tutti i livelli dell’esibizione.
Con Don Joe e Biagio Antonacci, Tananai ci ha deliziato con l’interpretazione di Vorrei cantare come Biagio, confermando quello che sta dimostrando, uno stile ed una voce più puliti, nobili, quasi dolci.
È il turno di Shari, che ripropone Hai scelto il diavolo in me, di Zucchero, con Salmo: francamente non appassiona, menomale che è arrivato Salmo a riaccendere e interpretare davvero la canzone.
Gianluca Grignani interpreta Destinazione paradiso con Arisa: già a vederli vestiti la prima reazione è voltarsi dall’altra parte, poi la canzone completa il disegno. L’ospite scelta assolutamente inutile, la scena viene portata avanti da lui. L’attenzione è stata per il monumento storico dell’orchestra sanremese, Beppe Vessicchio.
Si avvicenda Leo Gassman, che, con Edoardo Bennato, interpreta un medley di quest’ultimo: lui conferma di avere una bella voce, ma poco sfruttata. Ha cantato solo Bennato. Quindi alla mia indecisione mista a sospensione di giudizio non c’è stata assolutamente risposta.
Tornano gli Articolo31 con Fedez, che ripropongono un medley dei loro lavori, che sveglia l’aria e carica la platea, ma non comunica moltissimo. Se il loro obiettivo è mostrare una riappacificazione generale, sarà il corso degli eventi a dirlo, non tanto il palco dell’Ariston.
E giunge il momento di Giorgia, che, duettando con Elisa, ripropone Luce e Di sole d’azzurro: ottima la sinergia fra le due; sembrano amiche e complici centrando l’obiettivo del duetto.
Arrivano Colapesce Dimartino, che, con una Carla Bruni dall’aria incuriosita nella sua originaria Italia, ripropongono una leggenda di un mito come Adriano Celentano, Azzurro: la canzone solitamente, quando cantata, trasporta, ma a sto giro proprio zero di zero. Infatti non si sente smuovere quasi per nulla il pubblico in sala.
I quattordicesimi in gara sono i Cugini di Campagna, che, con Paolo Vallesi, interpretano La forza della vita e il celeberrimo Anima mia: l’acuto timido era abbastanza evidente, comunque sono adorati da un pubblico che ormai ha sentito di tutto e quindi può godere ancora di certi pezzi da repertorio.
Segue Marco Mengoni, che, accompagnato dal Kingdom Choir, interpreta un pezzo stupendo dei Beatles, Let it be: il momento del re con la corona creata d’aria è giunto e la sua voce acuta con il clima gospel ci sta a fagiolo; la performance di oggi gli ha aperto un’autostrada.
Giunge sul palco gIANMARIA, che, con Manuel Agnelli, interpreta Quello che non c’è, lasciando agli ascoltatori un senso di gradevolezza nella sua voce ed una speranza per il futuro.
Segue Mr Rain, che, con Fasma, ripropone un pezzo di fine millennio dei Lunapop, Qualcosa di grande, regalando un’interpretazione molto bella ed una esibizione riuscitissima. Il cantante dimostra a tutti che, anche senza bambini, funziona.
La diciottesima é Madame, che, con Izi, interpreta praticamente una poesia dell’indimenticato Fabrizio De André, Via del campo, dimostrandosi sobria, non guastando l’immensità dell’artista che interpreta. Il duettante non la copre (anche se ne si nota il disagio) e lei si fa forza.
Arrivano Coma_Cose, che, con i Baustelle, interpretano una hit anni ‘80 conosciutissima dei Ricchi e poveri, Sarà perché ti amo, rovinando una canzone energica e coinvolgente a tutti gli effetti.
Segue il momento di Rosa Chemical, che, con Rose Villain, ripropone una canzone della Nannini, America, con un’esagerata volgarità ed una esibizione a tratti addirittura disgustosa. Decisamente migliore la voce della sua duettante.
Si avvicendano i Modà, che insieme a Le Vibrazioni, si cimentano con un notissimo pezzo di questi ultimi, Vieni da me, dimostrando di cavarsela ancora (parlo de Le Vibrazioni).
La ventitreesima in gara è Levante, che, con Renzo Rubino, è chiamata a farsi strada con Vivere, di Vasco Rossi, le cui interpretazione e performance lasciano perplessità.
È arrivato il turno di Anna Oxa, che non ha avuto bisogno del duetto, cimentandosi in un pezzo storico e fortunatissimo della sua carriera, che le ha permesso di conquistare il secondo posto all’edizione sanremese 1978, Un’emozione da poco: credo che la mia cara compaesana si sia oramai scaricata, forse pure per scoraggiamento.
Si avvicenda Sethu, che, con l’interpretazione di Charlie fa surf, duetta con BNKR44, dandosi modo di rinascere.
Il successivo è stato LDA, che, con Alex Britti, porta Oggi sono io, brano di quest’ultimo, con cui lo stesso ha fatto bella figura. LDA non mi ha comunicato tanto, anzi pochissimo.
Giunge Mara Sattei, che, con Noemi, ha il compito di onorare Gigi Dag, interpretando la famosissima L’amour toujours: è difficilissimo sentire una canzone del genere con uno stile diverso; il timbro vocale dell’ospite Noemi offusca parecchio la concorrente.
Le penultime sono Paola e Chiara, che, con Merk & Kremont, si cimentano in un loro speciale medley, infiammando l’Ariston; peccato sincero per quelle maglie decisamente cringe.
Chiudono la serata i Colla Zio, che, con Ditonellapiaga, interpretano uno dei grandi successi di Sanremo a firma Daniele Silvestri, Salirò; sembrano rigenerati.
Sulla classifica generale aggiornata ad oggi: Anna Oxa si è lasciata decisamente scivolare la sua occasione per tornare a calcare con enorme orgoglio quel palco; LDA è troppo sopravvalutato, come i Modà, Elodie e Gianluca Grignani; un peccato che stasera Tananai sia scivolato fuori dalla top five generale molto probabilmente per non esser riuscito a entrarci in quella di stasera (si spera non gli costi caro).
Speriamo che, nel riequilibrio del televoto di domani, qualcosa succeda, quanto meno si riconoscano ad alcuni nomi che hanno mostrato impegno ricchissimo di passione e con stimoli propositivi il giusto merito.
Alessandro Ritella
10 feb 2023

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